Pannello fotovoltaico in silicio policristallino

I moduli in silicio mono o policristallino rappresentano la maggior parte del mercato. Sono tecnologie costruttivamente simili, e prevedono che ogni cella fotovoltaica sia cablata in superficie con una griglia di materiale conduttore che ne canalizzi gli elettroni. Ogni singola cella viene connessa alle altre mediante nastrini metallici, in modo da formare opportune serie e paralleli elettrici. La necessità di silicio molto puro attraverso procedure di purificazione dell'ossido di silicio (SiO2, silice) presente in natura eleva il costo della cella fotovoltaica.

Sopra una superficie posteriore di supporto, in genere realizzata in un materiale isolante con scarsa dilatazione termica, come il vetro temperato o un polimero come il “tedlar”, vengono appoggiati un sottile strato di acetato di vinile (spesso indicato con la sigla E.V.A.), la matrice di moduli pre-connessi mediante i già citati nastrini, un secondo strato di acetato e un materiale trasparente che funge da protezione meccanica anteriore per le celle fotovoltaiche, in genere vetro temperato. Dopo il procedimento di pressofusione, che trasforma l'E.V.A. in mero collante inerte, le terminazioni elettriche dei nastrini vengono chiuse in una morsettiera stagna generalmente fissata alla superficie di sostegno posteriore, e il "sandwich" ottenuto viene fissato ad una cornice in alluminio, che sarà utile al fissaggio del pannello alle strutture di sostegno atte a sostenerlo e orientarlo opportunamente verso il sole.

La cella fotovoltaica o cella solare è l'elemento base nella costruzione di un modulo fotovoltaico. La versione più diffusa di cella fotovoltaica, quella in materiale cristallino, è costituita da una lamina di materiale semiconduttore, il più diffuso dei quali è il silicio, e si presenta in genere di colore nero o blu e con dimensioni variabili dai 4 ai 6 pollici. Piccoli esemplari di celle fotovoltaiche in materiale amorfo sono in grado di alimentare autonomamente dispositivi elettronici di consumo, quali calcolatrici, orologi e simili. Analogamente al modulo, il rendimento della cella fotovoltaica si ottiene valutando il rapporto tra l'energia prodotta dalla cella e l'energia luminosa che investe l'intera sua superficie. Valori tipici per gli esemplari in silicio policristallino comunemente disponibili sul mercato si attestano attorno al 18%. L'efficienza del modulo è sempre minore, come discusso di seguito.

I moduli fotovoltaici, se impiegati in un impianto fotovoltaico connesso alla rete all'interno dell'Unione Europea, devono obbligatoriamente essere certificati in base alla normativa IEC 61215, che ne determina le caratteristiche sia elettriche che meccaniche. Tra i test più importanti si cita quello per determinarne la potenza in condizioni di insolazione standard, espressa in watt picco (Wp).

Grazie ad un nuovissimo impianto robotizzato ed alla continua e costante collaborazione con primarie aziende italiane ed internazionali, nostre partner in questo progetto per noi entusiasmante, 3D ENERGY produce moduli ad alta tecnologia industriale e allo stesso tempo curati in ogni loro particolare costruttivo e di efficienza; per questo i nostri moduli vengono forniti con potenza solo positiva (0 + 5 Wp) e sono corredati di tutte le certificazioni EN 61215:2005 / IEC 61215:2005 e EN 61730-1 / EN 61730-2:2007.

Composizione del pannello fotovoltaico
Cella in silicio policristallino
Vetro temperato
E.V.A.: è costituita da pellicole polimeriche in acetato di vinile, necessarie all’impermeabilizzazione sotto vuoto delle celle solari garantendo l’adesione al vetro e la resistenza ai raggi ultravioletti.
Backsheet (o vetro in alternativa)
Ribbon
Profilo di alluminio anodizzato
Biadesivo: in materiale espanso, che trova applicazione nell’assemblaggio delle cornici al laminato, si tratta di un materiale utile per il montaggio e il fissaggio permanente su pareti lisce e leggermente irregolari.
Scatole di giunzione