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16-12-2013 - Microgrid a corrente continua, un mercato da 10 mld di dollari nel 2020

La necessità di rendere gli edifici commerciali sempre più efficienti sta portando ad una maggiore diffusione dell' energia a corrente continua (DC).
Il mercato mondiale dei dispositivi a dc nel settore delle costruzioni passerà dai 609,1 milioni dollari del 2013 a 9,7 miliardi dollari nel 2020. Più che una crescita si prevede un vero e proprio boom, che comporterà una serie di cambiamenti e di probabili evoluzioni.
LA CONVERSIONE ENERGETICA COMPORTA MOLTE PERDITE.
Primo fra tutti il maggiore ricorso che si farà a reti alternative da quelle nazionali, che distribuiscono esclusivamente corrente alternata e che costringono, quindi, in molti casi (la maggior parte dei moderni dispositivi elettrici, così come l'illuminazione a led o gli impianti fv o eolici funzionano a corrente continua) a ricorrere a pratiche di conversione (ac/dc) energetica, un meccanismo che provoca ingenti perdite energetiche, stimate mediamente attorno al 20%.
MICROGRID.
I vantaggi dei sistemi di alimentazione DC diventano particolarmente evidenti se si considera poi microgrid l'integrazione energetica con le fonti rinnovabili.
I sistemi fotovoltaici ed eolici solari nascono originariamente come sistemi a correnti continua. Inserirli, quindi, in un sistema di distribuzione a DC elimina la necessità di punti di conversione energetica nel passaggio di corrente sia al sistema distributivo che ai singoli dispositivi, evitando le perdite, e questo significherebbe creare una rete energetica a livello di microgrid o addirittura a livello di singolo edificio.
TECNOLOGIA IP
Ma i trend evolutivi non si esauriscono qui. Secondo gli analisti anche l'adozione del protocollo Internet (IP) dei sistemi telefonici sta espandendo l' uso di corrente alternata negli edifici. E la tecnologia PoE (Power over Ethernet) usata per la telefonia IP potrebbe supportare anche i dispositivi per la gestione della sicurezza, dei punti di accesso e delle reti wireless. Infatti, rivela lo studio, i principali fornitori di PoE stanno cercando di implementare la tecnologia per sistemi di illuminazione, monitor, televisori e altri dispositivi elettronici.
DATI DI MERCATO. Il report si sofferma, poi, su dati di mercato inerenti le tecnologie di alimentazione a corrente continua, valutando driver di crescita, limiti e tendenze.
LA SITUAZIONE ITALIANA

GRANDE POTENZIALE DI INVESTIMENTO. E l'Italia a che punto è a proposito di gestione della rete elettrica? Il forte aumento della penetrazione dell’energia prodotta dalle fonti rinnovabili nel sistema elettrico, la cosiddetta generazione diffusa, sta richiedendo lo sviluppo di nuove e più evolute modalità di gestione della rete e l’adozione di provvedimenti normativi che garantiscano la sostenibilità dell’investimento stesso. E sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare, sembra che il nostro paese abbia deciso di percorrere questa strada. Secondo lo studio “Sviluppo delle smart grids: opportunità per le aziende italiane del settore”, commissionato da ANIE Energia al Politecnico di Milano, il potenziale di investimento in soluzioni ‘smart’ al 2020 va da un minimo di 3 miliardi di euro fino ad un massimo di 10.

8 MLD PER CABINE PRIMARIE E SECONDARIE. In particolare, sulla base dei dati storici degli ultimi anni e dei piani di sviluppo rete degli operatori, lo studio quantifica in oltre 8 miliardi di euro gli interventi su Cabine Primarie e Cabine Secondarie esistenti e le loro nuove installazioni. Più in dettaglio, si stima la realizzazione sulla complessiva rete di distribuzione nazionale di 100 – 200 nuove Cabine Primarie e circa 25.000 – 50.000 nuove Cabine Secondarie.

DUE SCENARI. Tali calcoli sono stati effettuati sulla base di due scenari di evoluzione, entrambi caratterizzati da elevata penetrazione della generazione diffusa, considerando che l’Italia ha ormai raggiunto livelli elevati in questo settore, livelli che potenzialmente aumenteranno una volta raggiunta la grid parity. In uno scenario dello studio si ipotizza dunque un quadro normativo e regolatorio che non crea condizioni favorevoli allo sviluppo delle smart grid; mentre nell’altro si suppone una garanzia di massimo sostegno anche dal punto di vista legislativo. L’investimento potenziale totale calcolato include sia le nuove installazioni, sia quelle già esistenti, considerando i Centri Operativi, le Cabine Primarie, quelle Secondarie e le tecnologie di generazione diffusa.

NECESSARIO UN RIPENSAMENTO DELLE MODALITA' DI GESTIONE E REGOLAZIONE DELLE RETI.
“L’Italia è senz’altro all’avanguardia sia dal punto di vista regolatorio che da quello normativo – commenta in una nota Matteo Marini, Presidente di ANIE Energia – ma per una completa applicazione su scala nazionale delle smart grid c’è ancora molto lavoro da fare. Si impone infatti un ripensamento delle modalità di protezione, gestione e regolazione delle reti di distribuzione, che devono passare da passive ad attive. È questa la strada strategica da percorrere per rendere indipendente il nostro Paese e per portare i costi dell’energia a livelli competitivi anche in Italia.”