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03-12-2013 - EDILIZIA ED ENERGIA: dalle detrazioni del 65 e 50 per cento, investimenti per 19 miliardi nel 2013

Dai bonus fiscali 658mila occupati nel periodo 2014-2016, di cui 439mila occupati diretti e 220mila nell’indotto
Eco bonus.
Le detrazioni 65% (sulle riqualificazioni energetiche) e 50% (sulle ristrutturazioni edilizie) rappresentano una strumento decisivo per la crescita del settore edilizio.
Lo ha confermato il dossier “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell'impatto delle misure di incentivazione”, realizzato dal Servizio Studi – Dipartimento ambiente della Camera dei Deputati in collaborazione con il Cresme.
Dal dossier – presentato il 26 novembre scorso presso la commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici di Montecitorio - risulta che nel 2012 il livello dei lavori incentivati ha registrato un significativo incremento - dopo la stabilizzazione del 2011 (14,5 miliardi di euro nel 2012 rispetto a 12,0 miliardi di euro nel 2011) - in conseguenza di un incremento degli interventi per le ristrutturazioni (11,5 miliardi di euro, contro gli 8,7 del 2011) e di una riduzione degli interventi finalizzati al risparmio energetico (3 miliardi di euro contro i 3,3 del 2011). La riduzione di circa il 10% per il 2012 degli incentivi finalizzati al risparmio energetico si stima sia stata determinata dalla forte concorrenza prodotta dall’incremento al 50% (a decorrere dal giugno 2012) delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Secondo lo studio del Cresme, il 2013 sarebbe caratterizzato da un ulteriore ed eccezionale aumento dell’importo dei lavori detraibili: la quota degli investimenti è ora stimata a un livello di circa 19 miliardi di euro rispetto ai 14,5 miliardi del 2012. La crescita del valore complessivo degli investimenti sembrerebbe potersi imputare sia agli interventi di ristrutturazione (che ammonterebbero a 14,5 miliardi di euro), sia agli interventi di efficientamento energetico (4,5 miliardi).

LE CAUSE.
L’elevato aumento del 2013 (+31% sul 2012) potrebbe essere sostanzialmente influenzato da due aspetti che sarebbero riconducibili alle evoluzioni del quadro normativo.
Relativamente alle ristrutturazioni edilizie, l’aumento nella prima metà dell’anno potrebbe essere dovuto all'effetto di accelerazione e anticipazione delle attività conseguente alla scadenza dei termini della detrazione del 50%, programmato sulla base della legislazione allora vigente fino al 30 giugno 2013, e dall’innalzamento dei tetti di spesa da 48mila a 96mila euro. L’incremento nella seconda metà del 2013 sarebbe determinato sia dalla proroga delle misure di incentivazione e dalla nuova scadenza fissata al 31 dicembre 2013 (dal D.L. 63/2013), sia dall’inclusione di mobili e grandi elettrodomestici tra le spese detraibili.
Per quanto riguarda gli interventi di efficienza energetica, il medesimo trend crescente sembrerebbe da attribuire, nel primo semestre dell’anno, alla scadenza al 30 giugno 2013 della detrazione del 55%, e, nella seconda parte dell’anno, all’innalzamento dell’aliquota dal 55% al 65%. A ciò va aggiunta l’inclusione nell’ambito di applicazione dell'aliquota maggiorata delle spese per l’adeguamento antisismico degli edifici.

IPOTESI DI SCENARIO 2014-2016.
Il dossier del Cresme ha delineato anche un’ipotesi di possibile scenario per il triennio 2014-2016 in conseguenza della definitiva approvazione delle disposizioni contenute nel disegno di legge di stabilità per il 2014.
Per il 2014 si ipotizzerebbe una sostanziale replica dei valori realizzati l’anno precedente, sia per le ristrutturazioni edilizie che per l’efficienza energetica. Riguardo alle ristrutturazioni edilizie, come nel 2013, potrebbe essere plausibile il verificarsi di un incremento degli investimenti in conseguenza dell’approssimarsi della scadenza della aliquota più vantaggiosa del 50% (che dovrebbe, nell’ipotesi di approvazione definitiva delle misure disposte dal disegno di legge di stabilità, permanere fino alla fine del 2014 per poi ridursi al 40% l’anno successivo), e considerando inoltre l’estensione della detrazione agli articoli di arredamento, valida per tutto l’anno. Pur essendo vero che le stime dell’incremento degli investimenti attivati nel 2013 sarebbero riconducibili, a un’accelerazione della spesa anche per timore della scadenza della possibilità di fruire delle percentuali più elevate, la proroga della detrazione del 50% per tutto il 2014 potrebbe consentire di pianificare adeguatamente gli interventi, includendo quei lavori che necessiterebbero di maggior tempo per la realizzazione.
Quanto agli interventi di efficienza energetica, per i quali è prorogata per tutto il 2014 l’aliquota del 65%, potrebbe giocare un ruolo determinante la possibilità di una migliore pianificazione degli interventi, grazie ad una più ampia dilatazione dei tempi.
Per il 2015 il Cresme ipotizza un ritorno, in termini di importi, ai valori del 2012, per effetto delle prospettate diminuzioni delle aliquote incentivanti, ossia agli 11,2 miliardi di euro, stimati sull’applicazione delle due differenti aliquote del 36% e 50% nei due periodi dell’anno; parimenti, lo scenario ipotizza una replica dei valori del 2012 per gli interventi in efficienza energetica.
In considerazione dell’assoggettabilità all’aliquota del 36% per entrambe le tipologie di interventi nel 2016 (ad eccezione degli interventi sulle parti comuni degli edifici che, tuttavia, rappresentano ad oggi una quota ridotta sul totale), l’ipotesi di scenario potrebbe comportare un ritorno, per le ristrutturazioni edilizie, all’anno “base” 2011 (8,7 miliardi di euro) in cui vigeva il 36%. Per la riqualificazione energetica si ipotizzerebbe invece un dimezzamento degli investimenti rispetto all’anno base 2011 per l’effetto del combinato disposto della riduzione dell’aliquota al 36% e dell’ipotesi di un parziale “travaso” delle relative spese tra quelle veicolate nell’ambito delle incentivazioni per la ristrutturazione edilizia.

RILEVANTE L'IMPATTO OCCUPAZIONALE.
Per quanto riguarda i posti di lavoro, la spesa prevista in interventi di riqualificazione incentivata genererebbe un assorbimento occupazionale complessivo pari a circa 658mila occupati nel periodo 2014-2016, corrispondente a una media annua nel triennio di 220.000 occupati. Gli occupati diretti sarebbero 439mila, mentre anche l’indotto sfiorerebbe le 220mila unità.

L'IMPATTO ECONOMICO-FINANZIARIO.
Il dossier Cresme-Camera ha calcolato anche l'impatto economico-finanziario in un'ipotesi di scenario 2014-2016, delineando due possibili scenari che prevedono: l’approvazione definitiva delle norme contenute nel disegno di legge di stabilità; la mancata approvazione della disciplina con un ritorno delle aliquote al 36%.
Fra minor gettito causato dalle detrazioni e maggior gettito derivante dalle imposte sulla attività di impresa e sul lavoro, il risultato complessivo, ipotizzando l’approvazione definitiva delle misure contenute nel disegno di legge di stabilità, esprimerebbe un saldo negativo, nell’intero periodo di detrazione (2014-2026) pari a -4.032 milioni di euro. Qualora non fosse approvato il provvedimento e fossero applicate le aliquote del 36%, il saldo sarebbe positivo per 481 milioni di euro. Invece, la relazione tecnica al disegno di legge di stabilità per il 2014 determina, con un calcolo differente, un costo “incrementale” determinato dal provvedimento pari a 6.024 milioni di euro.