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08-10-2013 - Le banche credono in efficienza e autoconsumo

Le rinnovabili, dopo il boom degli anni scorsi, hanno raggiunto la maturità e devono confrontarsi con incentivi meno generosi quando non completamente eliminati, come nel caso del fotovoltaico.

La sfida adesso è appunto quella di adattare gli strumenti finanziari a progetti che si reggono su incentivi ridotti, quando addirittura non devono operare in un'ottica di grid parity. Per il fotovoltaico ci sarà uno spostamento verso gli impianti destinati all'autoproduzione, magari a favore di soggetti energivori. Dal punto di vista della banca in questi casi la sostenibilità economica si basa sui risparmi che l'impianto consente a chi ne beneficia. Per le altre fonti invece una garanzia viene da registri e aste: i progetti che superano questo passaggio burocratico hanno una maggior certezza di accedere agli incentivi e, dunque, danno più affidabilità.

il 75% degli istituti ha creato team di esperti tecnici per valutare progetti in rinnovabili ed efficienza energetica. Nei casi di cui parliamo si valutano tutti gli aspetti che vanno ad influenzare il merito dell'investimento: rispetto ai progetti basati sugli incentivi c'è una valutazione più di tipo corporate, che guarda molto alle garanzie che offrono i soggetti in gioco. I fondamentali di queste iniziative sono comunque in genere interessanti per le banche: l'attenzione verso le rinnovabili resta.

In realtà piccole e medie imprese che vogliano investire in rinnovabili o efficienza energetica hanno già la possibilità di farsi supportare da alcuni fondi, ad esempio il Fondo di garanzia per le PMI, che non fa distinzione del tipo di investimento. Poi sicuramente avere fondi dedicati aiuta molto.

In generale le banche ci dicono di considerare il comparto del green, un mercato in forte crescita, dove si ottengono ancora buoni rendimenti, sia per chi investe che per chi finanzia. E’ importante che si muovano delle leve per favorire investimenti in efficienza energetica. Ciò porterebbe a ulteriori possibilità di crescita nel settore immobiliare, uno di quelli più capaci di influire sul Pil. Bisogna, dunque, spingere di più su certificazione e riqualificazione energetica degli edifici, come sulle rinnovabili in autoconsumo al servizio delle attività produttive.

Per quanto riguarda le fonti termiche, anche qui c'è interesse. Il 67% delle banche valuta per il 2014 l’avvio di finanziamenti per interventi di efficienza energetica e che una spinta positiva è stata data dal Conto Termico. Tra gli interventi maggiormente presi in considerazione per la predisposizione di nuovi prodotti di finanziamento vi sono la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore e l’installazione di collettori solari e termici e biomassa.