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17-09-2013 - Le rinnovabili tra autoconsumo e oneri.
Dopo il boom delle rinnovabili degli anni scorsi, bisogna riuscire a far continuare la crescita delle fonti pulite con il miglior rapporto costo-benefici possibile.
In assenza di una ripresa dei prezzi, come quella che si temeva sarebbe arrivata se si fossero imposti dazi, il fotovotaico ha ancora spazi rilevanti. Non crollerà come qualcuno temeva. C'è una struttura commerciale efficiente che spinge, per cui, almeno per la parte legata all'autoconsumo, il mercato reggerà.
Parlando di autoconsumo non possiamo non soffermarci sulla proposta dell'Autorità per l'energia di far pagare gli oneri si sistema anche sull'energia autoconsumata.
Può avere un impatto fortemente negativo sullo sviluppo della generazione distribuita e delle smart grid, minandone la convenienza economica. Dal punto di vista logico poi, se quell'energia non utilizza il sistema, perché dovrebbe essere caricata dei relativi oneri? La posizione dell'Autorità d'altra parte è comprensibile: si rende conto che al crescere della produzione extra-rete gli oneri rimarrebbero spalmati su una base più esigua. Probabilmente si dovrebbe distinguere tra oneri di sistema e oneri di rete, cercando una soluzione intermedia per la quale chi autoconsuma, ma ha comunque bisogno di appoggiarsi alla rete, partecipi solo parzialmente agli oneri. Va poi messo ordine su diverse altre voci difficilmente giustificabili che pesano in bolletta.
Per tornare all'autoconsumo; se da una parte il fatto che sia esentato dal pagamento degli oneri rende più cara la bolletta per chi non autoconsuma, dall'altra se l'energia viene consumata in loco si riduce l'esigenza di nuove infrastrutture di rete.
Esattamente, un recente studio tedesco su questo tema mette appunto in evidenza i vantaggi economici di produrre vicino a dove si consuma, e sono dati appunto da questo. Detto ciò, le rinnovabili sono ormai in una fase matura e debbono assumersi le proprie responsabilità nei confronti del sistema elettrico.